L’uomo, anche se riesce ad identificare la pianta che ospita il tartufo, difficilmente riesce a localizzare la posizione esatta del prezioso "tubero”. Di conseguenza, senza l’ausilio di un cane capace e dotato di un fiuto eccezionale, sarebbe costretto a passare sistematicamente il terreno con un attrezzo da lavoro provocando un sensibile danno alla tartufaia. Per la sua docilità, non disgiunta da quel particolare rapporto di amicizia e collaborazione che lo lega al tartufaio, il cane è quindi l’animale più adatto nelLa cerca del tartufo, anche se a volte l’istinto dell’animale prevale. Accade per esempio che, in presenza di selvaggina, oppure quando si opera con un maschio in zone frequentate da femmine in calore, il cane si distragga dal lavoro di cerca. Possono verificarsi anche dei casi in cui il cane, pur essendo capace di localizzare il tartufo, sia restio ad iniziare la cosiddetta “raspata” nel terreno che serve ad indicare al tartufaio il punto esatto dove si trova il “tubero”. Alcune razze di cani tipo il Setter e Pointer e gli incroci derivanti da questi, sono particolarmente veloci durante La cerca e, sovente, sfuggono al controllo del tartufaio , oppure può accadere non captino il profumo, talvolta molto tenue, dei tartufi della zona. |
La Raccolta
Quando il tartufaio si reca nelle tartufaie naturali con il cane perfettamente addestrato, non appena il cane ha localizzato il tartufo lo lascia scavare e l’aiuta nello scavo se prevede che il “tubero” si trovi in profondità oppure lo interrompe quando ritiene che questo risulti localizzato in superficie. Lo scavo del tartufaio deve essere eseguito con cautela per non rovinare il tartufo. Gli attrezzi impiegati nello scavo sono generalmente di piccole dimensioni, si impiega solitamente una zappetta, si usa invece una piccola vanga nel caso il tartufo si trovi in profondità. Un altro strumento indispensabile per il ricercatore di tartufi è la torcia elettrica che viene impiegata durante le ore notturne. Operando di notte infatti, il tartufaio non si fa notare e sfrutta la migliore sensibilità del cane in queste ore notturne. E’ inoltre opportuno precisare che il cane durante le ore notturne è meno soggetto a distrazioni per opera della selvaggina o per altri motivi. Durante l’attività di ricerca è d’obbligo il rispetto della natura e dell’ambiente, pertanto non sono giustificabili l’abbandono di carte, barattoli, bottiglie e il danneggiamento delle piante e dei terreni coltivati. Per impedire un danneggiamento al terreno delle tartufaie, ed alle micorrizie, occorre evitare di lasciare delle buche più o meno profonde nel terreno o ricorrere addirittura alla zappa per una ricerca indiscriminata senza l’ausilio del cane. La ricerca del tartufo eseguita in modo irrazionale crea i presupposti per rendere improduttiva la tartufaia. Oggi nel turismo enogastronomico e appassionati di tartufo, è in costante aumento chi manifesta particolare interesse, non solo gastronomico, al prezioso “tubero” e chiede di partecipare alla ricerca del prezioso fungo, Tartufi in Langa organizza per loro, escursioni nel misterioso e fantastico mondo del tartufo, suggestive camminate con i cani nei boschi delle Langhe, alla ricerca del prezioso Tartufo Bianco d'Alba. |
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