TARTUFI IN LANGA E MONFERRATO
TARTUFI IN LANGA E MONFERRATO
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Tartufi e Turismo

Da Giugno a Febbraio, ma specialmente in autunno durante la prestigiosa Fiera del Tartufo Bianco d'Alba, organizzo per appassionati estimatori, escursioni nel misterioso e fantastico mondo del tartufo, suggestive camminate con i cani nei boschi delle Langhe, alla ricerca del prezioso fungo ipogeo, l'esperienza più emozionante per un vero estimatore di tartufi. Vi condurrò nel bosco alla ricerca del pregiatissimo tartufo bianco d'Alba, guidato solo dal fiuto del cane e dall'intuito maturato in anni di esperienza. Al termine della cerca, "analisi sensoriale del raccolto" e la possibilità di acquistare i tartufi più buoni e pregiati al mondo. Le ricerche possono essere abbinate a visite in cantina con aperitivo e stuzzichini al tartufo o a degustazioni guidate dei migliori vini delle Langhe Tartufi & Barolo. Solo in Piemonte è permessa la ricerca del tartufo notturna ed è solo a pochi veri temerari estimatori di tartufi, che propongo escursioni notturne di grande interesse, i profumi della notte. Per chi invece vuole diventare un cercatore di tartufi, Tartufi in Langa propone " a scuola in tartufaia" escursioni  in tartufaia più tecniche e dettagliate con un'esperto trifulao.

novità 2009 Service for incoming. Tartufi in Langa cerca e offre collaborazione a tour operator, agenzie turistiche ... continua....


IL TARTUFO
I tartufi sono il corpo fruttifero (carpoforo o ascocarpo) di funghi che compiono il loro intero ciclo vitIL TARTUFOale sotto terra (vengono perciò chiamati funghi ipogei,a differenza di quelli epigei che fruttificano sulla superficie del terreno). Sono formati da una parete esterna (scorza o perizio), più o meno ispessita, di aspetto liscio o sculturato(con rilievi o rugosità), di colore chiaro oppure scuro, e da una massa interna (polpa o gleba) di colore variabile dal bianco al marrone, al grigio, al rosa, al nero, percorsa da venature più o meno ampie e ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse molte grosse cellule (aschi) che contengono le spore(ascospore).
Queste ultime, originate da una unione sessuata(cioè dall’unione di due cellule con il loro patrimonio cromosomico), vengono considerate come organi paragonabili ai semi delle piante. Le caratteristiche del perizio, della gleba, degli aschi e delle spore, sommate alla dimensione e ai caratteri organolettici(sapore e profumo), permettono l’identificazione della specie di tartufo.
 
 COME VIVE


I tartufi, grazie alla loro origine sotterranea, sono stati circondati fin dall’antichità da un alone di mistero. Oggi sappiamo che il tartufo deve obbligatoriamente vivere in simbiosi con le piante arboree per produrre il prezioso tubero tanto gradito dai buongustai. Lo scambio di sostanze tra pianta e tartufo avviene a livello delle radici per mezzo delle micorrize,  che sono strutturate in modo diverso per ogni singola specie di tartufo. Per micorrizia si intende in genere una sorta di manicotto (micoclena) formato da 5-6 strati di tubicini chiamati ife, che con un intreccio stratificato avvolgono le radichette terminali dell’albero. Da questo punto d’incontro si dipartono molte ife che nel loro insieme prendono il nome di micelio. Quest’ultimo, ramificandosi nel terreno, si diffonde anche a parecchi metri di distanza dalla pianta alla  ricerca di sostaze nutritive.
A tempo opportuno, ossia quando vengono a crearsi tutte le condizioni ambientali necessarie, alcune ife si intrecciano e danno origine alla formazione del “tubero”.

Le principali specie di tartufo

MICORRIZIA

 

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